Strampalato Diario d'esistenza

   Eccomi, non ho resistito; il virus del Blog mi ha preso. Quindi beccatevi questo strampalato diario d'esistenza

 



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Questo blog non è un essemmesse!



mercoledì, settembre 30, 2009
 

Ozio a ferragosto

Che fatica! Che fatica questo ferragosto, svegliatomi quasi alle nove, fatto insolito e comunque un oretta in ritardo rispetto al mio standard, sceso al bagno per finire di svegliarmi ...poi con calma preparato e fatto colazione. La pace sopra tutto malgrado il ferragosto e la tarda ora il campeggio è ancora un silenzio totale. Scendo a lavarmi i denti e mi trattengo un po' a far caciara con Guido,Stefano e gli altri campeggiatori del gruppo della sera. Aspetto la partenza di Ermanno e Giancarlo per i saluti, mentre Guido smonta un pallone da rugby bucato , mando anche l'unico SMS di auguri di buon ferragosto dell'anno (sinceramente non sentivo necessità di mandarne altri solo per adeguarmi ad una consumistica routine) poi con calma, con molta calma risalgo verso la tenda per cominciare a far qualcosa per pranzo. Ormai la bombola del fornello grande ci ha abbandonato e con pazienza non rimane che ripiegare sul fornellino, il quale tempo a parte sostituisce egregiamente il fratello maggiore, nel frattempo si sentono arrivare gli invasori che tra poco riempiranno il ristoro del campeggio.

Terzani alla mano e una qualche ombra inseguita con meticolosità ormai anche il pomeriggio se ne sta andando, questione di qualche ora e poi possiamo ricominciare a pensare alla cena, aspettare la mezzanotte a far un po' di chiasso sotto la tettoia poi andare a letto.

Una giornata di assoluto ozio, una giornata improduttiva, lontana dalla routine, lontana dai propri luoghi una giornata immersi nel silenzio e nella pace, flebilmente modulata da l'arrivo 100 metri a valle di un auto o di una moto, dal fruscio del bosco o dai rumori dei suoi abitanti.

Sotto il lago, apparentemente immutabile nei secoli, come la brezza che risale la collina e mi allieta questa scrittura all'ombra della parete della veranda del vicino.

Ci vorrebbe un giorno d'ozio al mese, per tornare in pace con il mondo; per riflettere sulla propria vita sugli avvenimenti che ci hanno sfiorato, su quello che veramente ci manca o ci è caro, per fare pulizia negli scaffali dei nostri pensieri, per tornare nuovi, rigenerati e pronti a ripartire. Non è la prima volta che insignificanti prese d'atto e relative svolte della mia vita partono da queste rive, da questa terra apparentemente ostile ma con una profonda anima radicata nel tempo,e per questo amabile.

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postato da ClaudioFedi | 15:36 | commenti (1)
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mercoledì, settembre 09, 2009
 

Pescara

Il passaggio da Pescara oltre un piacere è un obbligo, difficile riavere l'occasione a breve di andare a Mosca a trovare Mark, Katia e Vera meglio approfittarne adesso che ci separano solo un centinaio di chilometri.

La giornata si caratterizza per un lungo pranzo a base di pesce, tanto per cambiare. Ovviamente accompagnato da due chiacchere sui vecchi e nuovi amici di NG, dal ricordo di Luciano Seno, dal procedimento per la produzione di Vodka (che non mancherò di sperimentare appena possibile) e ...da tanto vino.

Insomma riesco a fare tardi e arrivare, dopo aver sbagliato anche a imboccare l'autostrada per distrazione da navigatore GPS, intorno le nove a recuperare mio fratello in un paese che il GPS conosce ma che io francamente ho ancora difficoltà a localizzare ...per le undici siamo di ritorno sul Lago di Campotosto e ci mangiamo qualcosa al volo prima di andare a letto.

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postato da ClaudioFedi | 21:52 | commenti
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mercoledì, settembre 02, 2009
 

Pensieri in quota

Pensieri in quota: ozio e meraviglia indescrivibilmente correlati. Sotto la grande spianata che da Campo Imperatore scorre a perdita d'occhio, sopra il sole implacabile, quasi non lo senti smorzato dal fresco vento, sai che sta lavorando per i giorni a seguire. La fatica della salita è ripagata dalla sensazione di poter dominare il mondo.

I sentieri che si inerpicano verso il corno grande, sono tutto sommato alla portata di tutti. Abbiamo preso anche la direttissima per la cima che si fa abbastanza impegnativa in prossimità della cima ma non impossibile. Purtroppo era tardi e la foschia si stava alzando abbiamo dovuto rinunciare agli ultimi 30-40 minuti. Non sembrava dover piovere, ma va messo in conto che i sentieri dell'Abruzzo non sono quelli del Trentino, qui la segnaletica è vaga, spesso scolorita se non praticamente inesistente per lunghi tratti, perdersi con la foschia può diventare assai facile. Peccato non avere dietro le mappe IGM riportate sul GPS altrimenti si poteva sperare nel ausilio della tecnologia.

L'Abruzzo è così, talvolta incomprensibile e dissonante per il nostro metro di paragone, alternato perennemente tra una chiusura irremovibile nel passato agricolo e slanci nel futuro turistico. La sua selvaggia bellezza passa anche e sopratutto da questo essere diverso.

Desolante questa stagione un po' dovunque turisticamente parlando. Tanta solidarietà quattro mesi fa, quanta voglia di starne alla larga al momento delle vacanze. Anche questo fine settimana delle colonne di camper, tende e quant'altro, per lo più provenienti dalla capitale, che erano solite assediare le rive del lago di Campotosto praticamente non vi è traccia se si esclude qualche affezionato o qualche "temerario", anche per il ferragosto non ci si aspetta niente di che. Eppure la situazione non è così disastrosa, da queste parti le case puntellate con travi marcate VVFF non sono poi molte, e per lo più si tratta di fabbricati in pessimo stato abbandonati da tempo. Certo gli edifici danneggiati sono molti di più di quelli puntellati, ma per il campeggio libero sulle rive del lago non è certo questo il problema.  Dei tanti apostrofati da titoli di rappresentanza per la nostra repubblica che nei primi giorni non mancavano di venire a farsi fotografare e riprendere mentre portavano la loro presunta solidarietà alle popolazioni non c'è nessuna traccia, penso a chi sessantanni fa era maestro nella propaganda e mi viene a sorridere a pensare alle differenze tra i due modi simili di fare, e per quanto sicuramente non sospetto simpatizzante del primo devo ammettere che almeno al tempo alle inaugurazioni pompose, e alle pose per i filmati Luce degli inizi lavori seguivano fatti concreti ancora oggi tangibili, anche in quei 200mt di centro percorribili dopo il sisma.

Pubblicazione differita da file Openoffice redatto in ferie



mercoledì, agosto 26, 2009
 

AQUILA

L'Aquila di oggi otto agosto lascia l'amaro in bocca. Non c'è modo per descrivere la strana sensazione, la città anche nella sua periferia è fortemente danneggiata anche se le strutture portanti in molti casi sembrano tutto sommato a posto, e rendono giustizia alla forza del cemento armato quando fatto come si deve.
A settembre qualcuno ha promesso "più case per tutti" al momento il centro storico di Aquila è facilmente riassumibile in una camionetta di militari ad ogni accesso che manda indietro chiunque si presenti,
anche a piedi,con la scusa che ancora stanno lavorando e che la messa in sicurezza non è terminata e un solo varco aperto per la via principale fino a piazza duomo duecento metri nel nulla di una città completamente sbarrata, sbarrata come le recinzioni che ti ingabbiano in quel percorso predefinito, sbarrata come tutti gli esercizi commerciali del centro.
Intorno l'idea di tanti uomini a girovagare, coordinati e comandati da fare schifo, tante campagnole dei VVFF che girano per la città nessun VVFF impiegato in una qualche opera di messa in sicurezza, nessun camion con correnti o altro materiale per la messa in sicurezza, vigili urbani a tutti gli incroci a non fare assolutamente niente, l'emblema perfetto del nostro paese fatto di niente se non di parole vuote e promesse mancate. A quattro mesi dal sisma si ha l'impressione che passeranno almeno quarant'anni prima di tornare a vedere la città come era negli anni scorsi.
Se non si vede in giro notizie, foto, video oltre gli ufficiali scattate nei giorni post sisma lo si deve senz'altro anche a questo stato di coprifuoco assai irreale per i giorni d'oggi, che toglie il fiato e fa salire tanta rabbia ma che funziona alla perfezione.

Nel frattempo gli accampamenti sono ancora la realtà quotidiana, la gente tira avanti come può con molta rassegnazione e ancora troppa poca rabbia, anche se gli esercizi sbarrati del centro non mancano di porre in vetrina cartelli abbastanza significativi pur se ancora poco espliciti.

Uno sfolgorante bivio per Coppito con annessa rotonda nuova di pacca celebra a pieno lo sfoggio d'orgoglio e becerume del regime quanto una statua  nella piazza principale di un qualsiasi paese in regime dittatoriale.

 

Pubblicazione differita da file Openoffice redatto in ferie

 

...avanzi di ferie ...1

Riflessione del tardo pomeriggio

Eccoci qua davanti al buon vecchio K6-475, reinstallato per l'occasione da Ale. A parte la tastiera che ci vorrà giusto due o tre ore per riprenderci mano, per risentire sotto i diti la giusta consistenza dei tasti, quello che maggiormente si nota è la capacità dopo quasi 10 anni di vita di farcela ancora pur con SO recenti, versioni che quando è stato creato manco si conoscevano. Certo è lentuccio, ma l'installare un recente XP o l'ultima distribuzione di linux ha i suoi vantaggi per quello che riguarda la compatibilità e i driver per le periferiche. Insomma questo vecchio macinino è in grado di fare tutto quello che può essere utile in viaggio. Certo con i suoi tempi, durante l'apertura di openoffice puoi tranquillamente andare e prendere il caffè, malgrado la scelta di Xubunto per mantenerlo un po' più leggero. Altra menzione la merita il layout di tastiera, ogni computer è diverso e questo vecchio Toshiba qualche problemino a trovare la “ù” lo da alle mie ferree abitudine, tranne quando cerco l'invio e inevitabilmente becco la u accentata; e pensare che per diversi anni è stato il mio portatile.

Finché s'accende c'è speranza, riflessione vagamente hacker che merita maggiore considerazione in questo mondo consumista alle prese con tanti rifiuti da smaltire ...non è che questo vecchio troiaio sia cosi diverso da un moderno EEPC.

Pubblicazione differita da file Openoffice redatto in ferie

postato da ClaudioFedi | 21:10 | commenti
relax, riflessivo


martedì, luglio 21, 2009
 

ATTO VI

L'idiozia di questa estate continua imperterrita. Adesso il sindaco di Jesolo è pronto a far recintare gli stabilimenti con una rete di 120Cm contro l'eccessivo numero di Vu-cumprà. Mi fa rimpiangere i metodi del pessimo Cioni, che almeno avrebbe mandato i vigili a controllare ...si tratta pur sempre di vendita senza licenza e evasione fiscale. 
Quel che è peggio è che i "cittadini" non mancheranno di plaudire a questa splendida misura che in un colpo solo gli priverà del diritto di accesso alla spiaggia  e della libertà di muoversi su proprietà demaniale ......chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Nel frattempo ricordo che il sud d'Italia è pieno di spiagge libere, assai più belle, e il costo della vita è assai minore, se gli italiani sono furbi dovrebbero farci un pensierino .....ma visto come scelgono gli amministratori mi permangono dei dubbi su questa evenienza.


lunedì, maggio 25, 2009
 

Vietato non avere sogni

Certe volte viene da chiedersi se valga la pena avere dei sogni, combattere per i propri sogni; o se sia più semplice e redditizio fare come le masse e lasciarsi conquistare dagli incubi continuamente proposti precotti dei media.
Pensate quanto è difficile parlare di persone e non di razze combattere per affermare che gli uomini sono tutti uguali, che non c'è uomini di serie A e uomini di serie B, e quanto invece sarebbe più rilassante cadere nel becero populismo di stampo padano accorpando a una razza diversa dalla propria tutti i problemi del mondo.
Come sarebbe più facile ad esempio delegare a altri la propria vita, il proprio territorio, la gestione del pubblico, anziché spendere il proprio tempo per impegnarsi a migliorarlo. Come è più facile parlare male della politica, anziché spendere del tempo per farla al meglio nel tempo libero e con poche risorse.

Poi capitano le giornate come ieri, dove tanto sforzo nel creare qualcosa di nuovo, nel proporre e difendere le proprie idee, il proprio modo di fare politica e di porsi nei confronti degli altri paga.
Tanta fatica e un bagno di sudore, ma anche una grande soddisfazione nel vedere i posti pieni, la gente che segue la presentazione della lista e i concerti che seguivano, la gente che parla, ti chiede fa le sue osservazioni e i suoi commenti, il mondo può cambiare se una massa virtuosa si mette in movimento.

Ci sono cose che non si possono comprare .....ma tante persone te ne possono regalare una molecola. :-)



lunedì, maggio 11, 2009
 

La lista più bella del mondo ?

....la nostra, no ?



Un lungo lavoro a monte, per la stesura del programma. Tanta fatica a coinvolgere cittadini negli incontri, ma alla fine ce l'abbiamo fatta la lista e il relativo programma sono pronti.
Argomenti freschi, dinamici, tanta simpatia e il giusto buonumore per combattere il grigiume e la muffa della politica attuale, ci riusciremo? Agli elettori l'ardua sentenza ....intanto siamo partiti alla grande come gradimento, e non è poco in un paese profondamente restio a qualsiasi tipo di cambiamento.

a Tavarnelle
Lista Rifondazione Comunista – Comunisti Italiani



CANDIDATO SINDACO
Matteo Ceccatelli, 29 anni


CANDIDATI A CONSIGLIERE:
Andrea Parti, 24 anni
Laura Poli, 25 anni
Tamara Urbino, 33 anni
Marco Mangiavacchi, 23 anni
Andrea Ciacci, 31 anni
Elisa Salvestrini, 36 anni
Enrica Berti, 24 anni
Claudio Fedi, 36 anni
Federico Bacci, 21 anni
Irene Guarducci, 24 anni
Melissa Chiaverini, 24 anni
Francesco Panti, 24 anni
Damiano Masini, 38 anni
Maria Soler Sola, 28 anni

a Barberino
Lista Uniti per Barberino


CANDIDATO SINDACO
Maurizio Semplici (PD)


CANDIDATI A CONSIGLIERE:
Davide Bertini, 34 anni
Andrea Quaranta, 38 anni


domenica, febbraio 22, 2009
 

Noi che facciamo?

Quante volte viene di chiedersi noi che facciamo, che facciamo per questo mondo, che facciamo per gli altri, che facciamo per raddrizzare ciò che proprio non ci va giù.

Spesso facciamo tanto, silenziosamente senza clamori, talvolta inconsapevolmente, talvolta per necessità, qualche volta riusciamo a spingere nella direzione voluta altre volte il macigno è troppo grande e non c'è proprio verso di muoverlo. L'importante è sempre provarci a muoverlo quel maledetto macigno. Ci sono storie, ci sono persone, che non conosci;  che hai incrociato analizzando qualche macigno fuori posto e che da subito ti sono rimaste in mente molto più di un nome, molto più di una storia, ci sono persone che hanno provato a spostare qualche macigno che ostruisce la tua vista e che vorresti rimuovere. E' triste quando apprendi che nella loro vita non hanno avuto la soddisfazione di veder rotolare per la scarpata quel maledetto macigno,ciao Samira anche se non abbiamo mai avuto il piacere di conoscerci.

Noi che facciamo?

Ci hanno gridata la croce addosso i padroni
per tutto che accade e anche per le frane
che vanno scivolando sulle argille.
Noi che facciamo? All'alba stiamo zitti
nelle piazze per essere comprati,
la sera è il ritorno nelle file
scortati dagli uomini a cavallo,
e sono i nostri compagni la notte
coricati all'addiaccio con le pecore.
Neppure dovremmo ammassarci a cantare,
neppure leggerci i fogli stampati
dove sta scritto bene di noi!
Noi siamo i deboli degli anni lontani
quando i borghi si dettero in fiamme
dal Castello intristito.
Noi siamo figli dei padri ridotti in catene.
Noi che facciamo?
Ancora ci chiamano
fratelli nelle Chiese
ma voi avete la vostra cappella
gentilizia da dove ci guardate.
E smettete quell'occhio
smettete la minaccia,
anche le mandrie fuggono l'addiaccio
per qualche stelo fondo nella neve.
Sentireste la nostra dura parte
in quel giorno che fossimo agguerriti
in quello stesso Castello intristito.
Anche le mandrie rompono gli stabbi
per voi che armate della vostra rabbia.
Noi che facciamo?
Noi pur cantiamo la canzone
della vostra redenzione.
Per dove ci portate
lì c'è l'abisso, l'ì c'è il ciglione.
Noi siamo le povere
pecore savie dei nostri padroni.

(Rocco Scotellaro) in musica by Antonio Dambrosio (brano 6)
postato da ClaudioFedi | 22:08 | commenti
riflessivo


venerdì, dicembre 19, 2008
 

Letture 1

Oggi (direi stasera, ma poi vatti a pesca quando faccio il cut&paste sul blog) volevo parlarvi di un argomento che fa "tanto culturale". Ebbene voglio far si che almeno un post di questo alieno posto virtuale riguardi un minimo di CULTURA, maiuscola giusto per distinguerla da quella di cui si occupano Bondi e la Gelmini.

Quindi “Finito i’ ricreativo, si passa a i’ curturale”.
Partiamo con un post che vorrei fare da tanto tempo, su un libro che mi ha veramente colpito.

PER ME PAULO COELHO E' UNA CAGATA PAZZESCA!


Ebbene si, ho salvato dal macero una copia  dell'alchimista di Coelho. Non avevo mai letto nulla di questo autore e quindi malgrado mi sia stato immediatamente sconsigliato dai veri amici non ho resistito alla curiosità di provare di persona.
Il risultato è un blocco di carta infarcito del più becero buonismo. Un opera mielosa e insopportabile, una bolla d'aria nella storia dell'umanità. Pancottiglia per sedicenni sfigati, infarcita di buonismo, fatalismo e di una religiosità vuota da seguaci di padre pio.
Insignificante quanto un discorso di Veltroni, inutile quanto una goccia nell'oceano. Se si fosse limitato a scrivere una storiella per bambini del pastore che gira il mondo alla ricerca di un tesoro, forse ne avrebbe pure tratto qualcosa di decente.

Voto: 0



DISINTOSSICAZIONE LENTA

Dopo Coelho ho deciso una disintossicazione lenta dalla retorica, così ho recuperato un piccolo libruccino comprato a stock. Feng Meng-Lung Le Sette Prove
Altro non è che la traduzione di un qualche testo taoista dove si raccontano delle storielle. Certo sono favolette imbottite di morale a sfondo religioso, ma senza dubbio stanno una spanna sopra al nulla coeliano.
Lettura più che dignitosa per chi piace il genere, o per chi si voglia distrarre occupandosi di una civiltà diversa dalla nostra.

Voto: 6



C'E' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA

Io non sono un lettore di fumetti,non lo sono mai stato neppure dei piccoli fumetti da ragazzi, se si eccettua qualche topolino e qualche Alan Ford (più quest'ultimi per la verità); per cui per me leggere un libro illustrato è stata un'assoluta novità.
Persepolis, di Marjane Satrapi è senza dubbio un libro che scorre molto bene, ma non solo, dietro una storia autobiografica si nasconde una attenta analisi della situazione di un paese a noi tanto lontano e indirettamente di paesi a noi tanto vicini. Le difficoltà di chi vive in fuga, il disinteresse di un mondo razzista nell'anima sempre pronto ad isolare e sfruttare il diverso, il disuguale, chi comunque è in difficoltà e/o a disagio.
Veramente un bel libro da consigliare, contro l'ipocrisia e il perbenismo, anche e sopratutto a un pubblico giovane.
 Non entro nel merito del disegno dove non ho titolo per giudicare ma sulla storia un bel 7 lo trovo assai meritato.

Voto: 7



lunedì, ottobre 06, 2008
 

non star sull'albero a cantare

Difficile trovare un detto più fuori tempo di questo. Ci pensavo ieri mentre commentavo il post della Valentina.
Il retaggio del passato ci vuole belli, dinamici e attivi, ci vuole con la testa mirata "al fare", non ci può accettare immersi in un canto. In un attesa del nulla con il piacere del canto poi ....eresia.
Nel mondo odierno dove ti svegli la mattina alle 7:30 e cominci a correre come un disgraziato, prosegui nella pausa mensa ingozzandoti come un pollo a cui sia appena stato buttato del becchime, e giù via fino all'uscita dal lavoro che avviene di anno in anno più tardi. Poi la palestra o gli altri hobby, compressi sempre più verso cena, e poi il dopo cena qualche ora con gli amici .....e finalmente a letto che domani si riparte. Almeno sei giorni la settimana e non è che il settimo sia troppo meglio.
In questo mondo cosa c'è di più bello che stare su l'albero a cantare? Anzi di un bel monolocale sull'albero da cui cantare mentre con estrema calma ci facciamo la doccia o la barba.....e poi tutto il giorno nel terrazino a godersi il paesaggio.
postato da ClaudioFedi | 19:36 | commenti
relax, riflessivo


domenica, agosto 10, 2008
 

Ferma alla prossima, grazie!

Mentre l'ipocrisia dilagante si indigna per la repressione dell'indipendentismo tibetano che mira all'istituzione di un regime teocratico e se ne sbatte i coglioni dei diritti del popolo Uigur del Xinjiang; del resto si sa i buddisti sono buoni e i mussulmani cattivi.
Mentre apprendo da Wu Ming (V.Ravagli - Wu Ming Asce di guerra p,349) che la fondazione per lo sviluppo sostenibile di Novartis, ha dato vita nel '94 in Laos a due progetti con lo scopo di "testare le possibilità di uno sviluppo su scala nazionale dell'agricoltura estensiva", mi rendo conto di viaggiare sul pulman sbagliato, per me le parole hanno un senso ben preciso ed è indipendentismo quello tibetano come quello dello Xinjiang, è dittatura quella cinese come quella teocratica del vaticano o quella cara ai tibetani, "sviluppo sostenibile" è un concetto diverso da "sviluppo su scala nazionale dell'agricoltura estensiva", non mi meraviglia più niente, figuriamoci se mi meraviglio delle strategie di una multinazionale o dei soliti ipocriti internazionalisti, ma per favore:

Autista, fermi alla prossima grazie.
postato da ClaudioFedi | 21:32 | commenti
pace, mondo, incazzato, riflessivo


mercoledì, luglio 23, 2008
 

Chiuso per ferie




Sinceramente non ho idea di cosa c'è scritto, ma il blog da cui l'ho preso lo vendeva come chiuso per ferie e io mi fido.

Se lo avessi trovato lo avrei messo pure in rumeno, russo, senegalese e mille altre lingue. In effetti avrei anche a chi chiedere di scrivermelo ma il tempo manca ...insomma finalmente sono arrivate le ferie, e fino al 2 agosto blog mio non ti conosco.

Chi sa se riuscirò ad assaggiare questa pizza visto che sono da quelle parti, si va beh non proprio in quel paese ...ma insomma. :-D

     
postato da ClaudioFedi | 21:54 | commenti
viaggi, riflessivo, i resto


sabato, luglio 12, 2008
 

La gente è strana ...

Per quale ragione uno dovrebbe stare in coda ad attendere la mezzanotte per comprare un telefonino da un milione di vecchie lire che ha qualche difettuccio:

http://www.macitynet.it/immagini/test/iPhone_3G_c/index.shtml

come ad esempio:

1. Bluetooth chiuso per i trasferimenti file (Niente di più noioso. Per mandare un file non resta che spedire una e-mail.)

2. Email, un attachment alla volta (Per mandare cinque fotografie bisogna spedire cinque e-mail, allegando una foto alla volta.)

3. Safari: ottimo browser, ma non supporta ancora upload delle fotografie (Se volete inserire, ad esempio, una foto nel vostro Blog preferito, con il browser internet è impossibile, dovete avere un’applicazione ad hoc.)

4. La batteria, con il 3G, dura circa il 20% in meno. Normale la durata, anomalo che sia fissa!!!

5. Non supporta Flash (Flash, la piattaforma multimediale più diffusa in assoluto su Internet, non è supportata dall’iPhone ... neanche nella versione Flash Lite, disponibile invece su qualunque altro telefonino recente).)

6. Fotocamera a 2 MP , niente flash ne autofocus (solita fotocamera della prima generazione)

7. Non accetta schede di memoria

8. Non è possibile personalizzare le Suonerie per esempio con un mp3

9. Assenza del java

10. Impossibile usare come modem

11. Mancanza degli MMS

12. Impossibile inoltrare i messaggi sms

E se non bastasse manco brilla troppo sul lato radio, con serie difficoltà ad uscire in zone difficili.


domenica, maggio 18, 2008
 

itaGlia

"Per anni ho sentito nominare in casa la Rifle. Poi le cose si sono complicate. Super Rifle, Rifle Italia. Il nome si arricchiva e si smembrava allo stesso tempo. Naturalmente sempre presente il nome Fratini, la famiglia, che poi è diventato anche marchio. Poi sempre più confusione, nuovi marchi, nuovi contatti con altre marche. E salta fuori la Pacific Trail, la Calvin Klein, la Guess. Abbigliamento per diversi target. Un boom di nomi che poi ha portato al gran casino.
E poi è arrivato il progetto dell'outlet. Nuova società, sempre i Fratini di mezzo con alleati americani."

Cactus

In questa breve descrizione di Simona Baldanzi, tratta da "Figlia di una vestaglia blu", si riassume mirabilmente il caos italico. L'Italia non ha mai avuto una vera classe imprenditoriale, le imprese italiane sono nate e si sono evolute sulle esigenze del momento, sempre e comunque intorno al "padrone". Situazione critica, inestricabile, difficile, spinosa quanto il mio cactus. Situazione che ruota intorno a poche famiglie e pochi nomi, come dice il vecchio detto "i quattrini vanno sempre a chi già ce li ha", se volete una riprova giocate un pochino con questo sito.
Oggi la prima rete nazionale ci ha offerto uno spaccato della nostra imprenditoria, imprenditoria che va a investire soldi non suoi (si legga finanziamenti della UE) in Romania, nuovi colonizzatori che portano denaro (non suo) a disperati portandogli via la terra, ne più e ne meno di quanto fanno con i soldi a stelle e strisce i latifondisti nei paesi del sud America. Ma, chi sa perché, questo non ci scandalizza, forse noi siamo più simpatici.
Noi siamo buoni, buoni e simpatici anche quando si paga mensilmente un operaio agricolo meno di un pieno di gasolio del trattore che guida, noi siamo buoni e rispettosi anche quando si controllano i lavoratori con il GPS minuto per minuto, siamo buoni e bravi anche quando si sparano i diserbanti con i mezzi aerei (pratica vietata nel nostro paese), siamo buoni e bravi anche quando si depreda un popolo delle sue tradizioni, della sua biodiversità in nome di un mercato standardizzato vorace di pochi prodotti dal guadagno assicurato.
Con la stessa nonchalance con cui si esalta questi baldi imprenditori del nulla, si ignorano quegli "esseri" , altra definizione non c'è, che invece funzionalmente a questo sistema di conquistati e conquistatori organizzano ronde, pestaggi, incendi e altre missioni punitive nei confronti degli stranieri sul nostro territorio.
Ed anche in questo siamo di nuovo buoni e simpatici, certo noi mica pestiamo indiscriminatamente, mica poniamo paletti alla libera circolazione a tutti, no noi siamo bravi e simpatici lo facciamo solo con categorie che se lo meritano.
Quello che è bizzarro è pensare che il contrappasso dantesco abbia applicazione pure sulla nostra terra, e così mentre un industria deve impazzire quindici giorni per far ottenere il visto a due manager tunisini che vengono qua per affari di milioni di euro, ti ritrovi italiani a "mi manda raitre" a raccontare di essere stati detenuti e maltrattati senza nessun motivo in Francia e non avere avuto la possibilità di avvisare la nostra ambasciata, apprendi dai giornali di un ragazzo detenuto 10 giorni negli stati uniti senza nessun motivo e senza che le nostre autorità venissero informate. Chi sa se il "padano" di turno avrà mai accesso a queste informazioni o se continuerà a vivere nella sua sperduta valle bergamasca.
postato da ClaudioFedi | 18:08 | commenti
incazzato, riflessivo


sabato, maggio 17, 2008
 

shutdown now

Ci sono momenti particolari, momenti in cui in pochi secondi tutto cambia. Quello che è routine, consuetudine, normalità prende un altra dimensione. Spesso bastano pochi secondi per cambiare quello che per decenni è stato statico. Capita, capita con le persone, capita con i luoghi.
Di recente mi è capitato lasciando dopo 12 anni un immobile, all'atto del fatidico shutdown now del server..



Soave, Fastidioso,
Eterno ronzio.

Tangibile segno di vita.

Shutdown  (Poggibonsi 26/04/2008)



postato da ClaudioFedi | 21:46 | commenti
pace, riflessivo


mercoledì, maggio 07, 2008
 

che cosa vi spinge ad avere un blog e mantenerlo? Per quale motivo lo chiudereste?

Beh ad essere sincero in questo momento non saprei proprio cosa rispondere cara Maricel, cosa mi abbia spinto ad averlo non lo ricordo, ma molto probabilmente la curiosità di provare uno strumento nuovo. Cosa spinge a mantenerlo ... nulla.
A giudicare dai post degli ultimi tempi mi verrebbe da dire che il mantenimento è peggiore di quello della rete viaria italica, sicuramente nessuno sentirebbe la mancanza di questo blog. Ma dato che del giudizio altrui me ne importa parecchio, ma parecchio il giusto ...
Mentre invece su una cosa ho idee chiare, sul fatto che non lo chiuderei per niente al mondo. Mi appartiene, è parte di me e della mia vita. E' parte delle mie emozioni o delle mie incazzature del momento, ogni singola virgola ha un significato ed è stata messa li non a caso. Io posso cambiare, posso evolvermi ma i vecchi post sono li a ricordarmi il passato e li li lascio gelosamente come un vecchio album di foto in un cassetto.
Un'altra domanda che a questo punto mi viene da sola, è se sia valso la pena avere un blog ...beh la risposta è facile e scontata, certo che si; tante volte si.
Si per avermi permesso di riorganizzare le idee,
Si per avermi fatto sfogare,
Si per avermi permesso di analizzarmi e capirmi meglio,
Si per avermi fatto riflettere su molti temi,
Si per avermi fatto conoscere alcune persone fantastiche,
Si
Si
e ancora Si per tutti quei motivi che dopo una giornata di lavoro non vengono in mente quando si cercano ma che tutti sappiamo esserci.
postato da ClaudioFedi | 22:46 | commenti
riflessivo, i resto, reality italia


venerdì, aprile 18, 2008
 

Fantasmi


"Uno spettro si aggira per l'
itaGlia : lo spettro del comunismo."  (semiCit)


USCITA DI EMERGENZA

http://www.ryanair.com/site/IT/?culture=IT
direzione: Alicante,Girona,Valencia

http://www.easyjet.com/it/prenota/index.asp

direzione:Madrid,Malaga,Barcellona


postato da ClaudioFedi | 11:56 | commenti (1)
riflessivo, reality italia


domenica, marzo 16, 2008
 

13 Aprile .....

Agonia

Morire come le allodole assetate
sul miraggio

O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia

Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato

(Giuseppe Ungaretti - Milano 1914-15)

Magari, come in un testo di Nostradamus, in queste parole 
si nascondeva una meticolosa previsione dell'attuale stato d'animo
di milioni di italiani, che vorrebbero (e meriterebbero) qualcosa di
meglio di un bipartitismo amerikano in macaroni-style, ma che come
soldati dopo mesi di trincea sono stanchi di lottare per una posizione
che varia in avanti e dietro di pochi metri, lasciando sul campo diritti
conquistati in secoli di lotte.
postato da ClaudioFedi | 22:44 | commenti
riflessivo


giovedì, marzo 06, 2008
 

Popolo di automobilisti

E' più forte di noi, siamo un popolo di automobilisti. Me ne sono reso definitivamente conto domenica scorsa, quando andando a fare due passi ho notato che tutti camminano sul bordo destro della strada, anziché sul sinistro come sarebbe regola per i pedoni.
postato da ClaudioFedi | 21:22 | commenti (3)
riflessivo, i resto, reality italia


domenica, settembre 30, 2007
 

Frase

"Devo dire con molta tranquillità e senza isterismi, cosa della quale vado particolarmente fiero. La vita
va così, dà e riprende."

Non è riferita a niente di particolare al momento, ma mi ci riconosco molto. E' del mio amico Venturi, e mi è piaciuta, è la sintesi di tanti momenti di vita, ma sopratutto del mio carattere e del mio modo di affrontare la vita stessa. Motivo per cui gliela rubo al volo. :-)
postato da ClaudioFedi | 21:43 | commenti (1)
riflessivo


martedì, settembre 25, 2007
 

Un MUG

In certi momenti basta poco per essere in pace col mondo.



Il MUG pieno di thè verde con un cucchiaino di miele e una spolverata di cannella, ad esempio


P.S.: Il caos che sta intorno è tutto reale.Da sinistra a destra: un HD SATA 80GB, Il mitico "Algoritmi+Strutture Dati = Programmi" di Wirth, sopra il bollino di LiberaFesta Firenze di Giugno, un pacco di buste e il cavo USB-IDE, più avanti Batteria telecamera AGDVX100 di mediActive, caricabatterie Panasonic mio, vecchio lettore cd-rom che funziona solo senza viti ,pila di CD inutili con gomma Staedtller dei tempi del biennio Sarrocchi :-))
postato da ClaudioFedi | 22:23 | commenti (1)
pace, mondo, riflessivo, caos, mug


domenica, settembre 16, 2007
 

L'ammaina amaca

E' inevitabile l'estate finisce. Beh non è che ancora si sia in inverno, ma sicuramente le giornate corte, il clima meno caldo e il lavoro fanno si che l'estate si possa considerare conclusa.
Quindi oggi ho deciso di ammainare l'amaca, non è che l'ho usata moltissimo; ma averla a disposizione il sabato o la domenica per leggere un oretta in pace era bella cosa.
Prima di procedere alla cerimonia ufficiale di slegaggio delle corde, pensavo di concedermi l'ultime pagine cullato dal piacevole dondolio.
Una mezz'oretta e il libro sarebbe pure finito, questo triste evento avrebbe avuto un risvolto assai  poetico.
Se non fosse per quelle maledettissime zanzare tigre, non ho resistito più di 5 minuti ...poi la cerimonia ha avuto una brusca accelerazione e in pochi minuti l'amaca se ne stava già abbandonata in un angolo di casa in attesa che trovi la voglia di ripiegarla e metterla nel suo sacchetto.

....e io che volevo trovare un modo poetico per annunciare l'imminente arrivo dell'autunno ai visitatori del blog  ....maledette zanzare tigre.
postato da ClaudioFedi | 21:20 | commenti (3)
riflessivo


mercoledì, luglio 18, 2007
 

Beata ignoranza

Pochi giorni fa la scomparsa di Altamante Logli, non mi ha colto impreparato.
Chi non conosce il maestro di Benigni e Guccini?
Invece Ieri quando ho appreso della scomparsa di Caterina Bueno, lo confesso ho dovuto pensarci qualche minuto.
Eppure il nome non mi era nuovo, ma mi era difficile ricollegarlo a qualcosa di concreto. Poi mi è tornato in mente, e per un attimo mi sono vergognato di tanta ignoranza, come ho potuto dimenticare? Come ho fatto a non arrivarci prima?
Un'altro custode di "toscanità" se ne va, una grossa perdita per il nostro mondo sempre più globalizzato ed appiattito.
E allora cosa di meglio che ricordarla con una ninna nanna, un'altro frammento della nostra cultura oramai cancellato, da lei raccolta proprio da queste parti.

Ninna Nanna di Barberino

Ninna nanna, il mio ciocione,
ché di pane non ce n'è un boccone.
Né del crudo e né del cotto,
né del macinato troppo.

Il mugnaio non è venuto,
lo potesse mangiare i' lupo,
i' lupo e la lupaia,
gli venisse l'anguinaia.

Anguinaia l'è mala cosa,
e più in su ci sta una sposa.
E più giù ce ne sta un'altra,
una la fila e una l'annaspa.

Una fa il cappellino di paglia
pe' portallo alla battaglia.
La battaglia e i' battaglino
dettero foco a Barberino.

Barberino, corri, corri,
dette foco a quelle torri.
Una torre la si spezzò,
i' bambino s'addormentò.

Una torre la si spezzò,
i' bambino s'addormentò.


Per approfondimenti e spiegazioni , per scaricare la musica
postato da ClaudioFedi | 22:40 | commenti (2)
riflessivo


sabato, luglio 14, 2007
 

Estate

Estate, ma è sempre la stessa estate?
Certo niente è immutabile a questo mondo, ma sotto qualsiasi aspetto la si guardi l'estate non è mai la stessa estate. Si lo so' sembra un "non esistono più le mezze stagioni" :-)

Climatico
Indubbio, qualcosa negli ultimi 10/15 anni è cambiato. E' tutto più esagerato e violento. Quando è caldo è troppo caldo, dopo poche settimane è freddo. Quando piove son diluvi, quando non piove siccità. Insomma la climatologia è in aggiornamento. Dopo il 15 di agosto è difficilissimo non prendere pioggia, luglio è caldo ma con settimane brutte; fine maggio,giugno hanno preso il posto di luglio.

Personale
Da questo punto di vista è ovvio, tutto passa, e con gli anni passano tante cose. La voglia dei fine settimana al mare per prima. Ma cambia anche il modo di pensare ferie e viaggi. Forse però questa è la cosa più naturale che possiamo attenderci.

Media
Beh siamo in attesa del nuovo caso dell'estate, archiviato il caso Franzoni; oramai poco convincente il caso "Cani Mordaci", iperinflazionato il gossip in generale. Cosa ci riserverà la nostra amata stampa per farci compagnia sulla spiaggia?

In tutto questo, non ho ancora deciso quando andare in ferie e dove andare. Devo preoccuparmi?
postato da ClaudioFedi | 10:38 | commenti (1)
riflessivo


venerdì, aprile 13, 2007
 

Più di mille parole


E un grazie a Riccardo Venturi per la segnalazione e per ricordarci che:
"Sicuramente si riferiva alla zona milanese in cui sono
avvenuti i fatti, che ha come centro via Paolo Sarpi. Ma fa un effetto
notevole, comunque, leggere una cosa del genere, in tempi di alti
prelati panzoni, di "family days", di chiesa strabordante, di anatemi
sempre meno striscianti. Bisognerebbe volere effettivamente molto bene
a fra' Paolo Sarpi, uno che seppe opporsi alla chiesa cattolica
finendo da essa ammazzato e pronunciando, mentre il pugnale lo
colpiva, la famosa frase: Agnosco stylum Romanae ecclesiae (ove
"stylum" vuol dire sia "pugnale" che "stile").
Ce lo ricordano dei lavoratori cinesi in rivolta. Interessante, no?"

postato da ClaudioFedi | 16:11 | commenti (4)
riflessivo


domenica, settembre 17, 2006
 

Chatterellando

  • Il luogo ideale per fuggire
  • Il matrimonio ideale
  • Esiste una personalità virtuale?

Il primo argomento ho già avuto il piacere di affrontarlo su questo blog, anche se non ho mai postato la mia risposta. In poche parole credo non esista un luogo ideale dove fuggire. Quando il clima, quando la povertà, quando i ritmi tutti i luoghi che uno sceglie vengono poi cancellati dalla lista uno a uno per qualche motivo.
Certo sarebbe splendido il clima cubano, il silenzio tibetano, l'umanità africana; ma nella nostra testa di occidentali alla fine quei mondi ci andranno stretti. Vivere senza mai poter fare a pallate di neve? Vivere senza spararsi a tutto volume un pezzo della bandabardo o di caposella?  Vivere senza neanche un tappetino con i Pink Floyd in sottofondo? E ancora, si può vivere di umanità rinunciando alle nostre comodità,? Rinunciando a internet , al telefonino, ai mille gadget ipertecnologici che affollano le nostre case?
Credo di no, percui al massimo ci è concesso di assentarci; non certo di fuggire dal nostro mondo.

Per il secondo argomento invece la soluzione l'avrei trovata. Piccolo rinfresco casalingo nel giardino di casa il giorno prima e poi partenza per qualche comunità missionaria da qualche parte nel mondo dove celebrare la cerimonia in assoluta pace e semplicità  (ovviamente se si vuole il rito cattolico, altrimenti sostituite pure con rapido passaggio di comune prima di prendere l'aereo), a seguire una bella luna di miele di almeno 30 giorni nella medesima missione. Alla fine rimarrà la soddisfazione di aver speso bene i soldi, di non essere impazziti ad organizzare la cerimonia, di aver driblato parenti vari, di non aver incrementato il busineess delle cerimonie matrimoniali.
Ovviamente ....dimenticavo, c'è un piccolo particolare, trovare un partner che la veda allo stesso modo e non piegarsi alle pressioni di genitori e suoceri/nuori.

Il terzo invece è un argomento assai complesso. Sicuramente ci sono persone che su internet (chat, forum, ML, NG, mail etc.etc.) appaiono molto diverse da come poi siano in realtà. Molto spesso di persona migliorano. Credo che però sia solo un estensione del concetto di simpatia a pelle. Certe persone ti sono antipatiche a vista prima di conoscerle bene e poi ti si rivelano invece grandi amici. Così nel virtuale può capitare qualcosa di analogo. Magari certi vizi, idee, pallini, tic portano a trarre delle conclusioni sbagliate. Generalmente quando giudichiamo le persone che non si conoscono siamo tratti in inganno da una diffidenza verso tutto ciò che è diverso da noi, diverso per posizioni politiche, calcistice, religiose, per il colore della pelle etc.etc. questo "razzismo " innato probabilmente è la causa delle magiori cantonate.
postato da ClaudioFedi | 22:53 | commenti (4)
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sabato, gennaio 14, 2006
 

La pubblicità

"La teoria economica moderna nacque come una teoria di amministrazione efficiente della scarsità di risorse. Sembra però non essersi accorta che oggi nei paesi ricchi la risorsa che più scarseggia sono i bisogni. Grazie all'enorme produttività materiale raggiunta, i bisogni delle persone non sono all'altezza della quantità e della varietà della produzione.

Per questo, capovolgendo lo stesso significato della parola "economia", la priorità è diventata quella della stimolazione e fabbricazione dei bisogni, per cercare di tenerli al passo con il ritmo di fabbricazione delle merci e di accumulo dei profitti. Delle altre risorse scarse – energia, terreni fertili, pesci, aria, acqua e suoli puliti – invece sembra non importare niente a nessuno."

Beppe Grillo  da l'internazionale 
postato da ClaudioFedi | 21:37 | commenti
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sabato, novembre 12, 2005
 

Ogni giorno

E' un periodo che ogni giorno scopro qualcuno stufo, stufo al tal punto da volersene andare via da qua. Un paese al delirio regno degli incompetenti, un sistema economico in crisi, una civiltà preda del dio denaro; come darli torto. La voglia di fuggire, fuggire da tutto viene; però una domanda rimane immancabilmente senza risposta certa: fuggire, ma dove?

Possiamo aprire un sondaggio: dove fuggiresti tu?  ......aspetto le vostre risposte, naturalmente sui commenti. 


ah dimenticavo, anche 2 righe sul perchè di quella scelta ;-)
postato da ClaudioFedi | 23:12 | commenti (7)
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mercoledì, agosto 24, 2005
 

Il Viaggio

"E' strano scoprire l'intensità che l'uomo ha nei confronti della voglia di vivere: basta una bolla d'aria rubata da una grotta ideale, sommersa dal mare, per dare la forza di continuare quella lotta basata su un solo nome: speranza".  A.Fogar

Buon viaggio Ambrogio.
postato da ClaudioFedi | 11:23 | commenti (2)
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martedì, febbraio 01, 2005
 

Una prece

 Il  14-Maggio-2004 ci ha lasciati la gloriosa Onda Media di Firenze 1, che su i suoi 657 Khz (o KiloCicli vista l'età) ci faceva compagnia ormai da tempo immemorabile.  RadioUno è stato spostato nella frequenza che fu di RadioTre 1368Khz e la potenza è stata fortemente ridotta.
Chi non ha mai provato a cimentarsi nella costruzione di una radio a galena non può capire quale perdita questo comporti per lo sperimentatore fiorentino, ci stavo pensando mentre provavo a raccogliere materiale per realizzare un piccolo video che illustri come si possa costruire un ricevitore a galena moderno riciclando semplici componenti elettronici (ovviamente appena il video è pronto vi aggiornerò).
postato da ClaudioFedi | 19:47 | commenti (2)
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domenica, novembre 14, 2004
 

Strano, ma ultimamente mi ritrovo sempre a citare Tiziano Terzani, ...forse perchè diceva cose semplici, cose basilari,se vogliamo naturali ... forse perchè era un "piccolo maestro" uno di quelli che tanto mancano oggigiorno.
postato da ClaudioFedi | 20:14 | commenti (2)
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Quanto è piccolo l'orizzonte

Leggevo gli articoli sul ritorno a casa di Cianferoni, e pensavo quanto piccolo sia il nostro orizzonte. I media, come ci limitano lo sguardo, come si pensi di sapere tutto di tutto il mondo e poi si scopra di non sapere un bel niente su un paese come le Filippine. Un paese che tutti conosciamo, di cui molto probabilmente abbiamo anche conoscenza di persone che da quel paese provengono, ma del quale non sappiamo neppure che nel sud(isola di Mindanao dove è stato rapito il fiorentino ad esempio) sia in corso una tregua di una guerriglia durata decenni. Per non parlare poi di sapere cosa e chi si contenda. La stessa sensazione di non sapere niente di una importantissima parte di mondo, come quando ho letto "in Asia" di Tiziano Terzani, ma la differenza è che leggendo questi articoli, a differenza di quelli di Tiziano, continuo a non sapere niente se non due nozioni base di dieci parole, probabilmente copiate pari pari dal lancio di un agenzia. E qui viene da chiedersi quale sia il senso di questi lavori, forse arrivare a percepire lo stipendio agevolmente? Oppure creare un giornale senza spendere in corrispondenti, facendo della pura economia? Oppure passare le notizie di agenzia in una forma fruibile per il proprio pubblico? ....l'unica certezza che ho è che nessuno di questi abbia mai pensato di fare il "giornalista Tedesco".
postato da ClaudioFedi | 20:09 | commenti
riflessivo


martedì, ottobre 05, 2004
 

"Quando fummo davanti al màstodontico, bianchissimo Lincoln, seduto su una gran poltrona bianca in una gigantesca copia tutta bianca d'un tempio greco, mi venne da dire, sapendo che anche lui era stato a Pyongyang: « Mi ricorda Kim Il Sung ». Si, offese come gli avessi toccato la madonna. «Noi amiamo quest'uomo », disse. Mi trattenni dal fargli notare che un nordcoreano avrebbe detto esattamente la stessa cosa, ma questa era l'impressione che l'America mi aveva messo addosso. Il paragone non era soltanto nella mastodonticità dei monumenti; era nel fatto che gli americani mi parevano loro stessi vittime di un qualche lavaggio del cervello: tutti dicono le stesse cose, tutti pensano allo stesso modo. La differenza è che, al contrario dei nordcoreani, essi credono di farlo liberamente e non si rendono conto che quel loro conformismo è frutto di tutto quel che vedono, bevono, sentono e mangiano."   Da T.Terzani "Lettere contro la guerra"

postato da ClaudioFedi | 14:09 | commenti (2)
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lunedì, ottobre 04, 2004
 

<<Un vecchio signore cambogiano che fu ministro di Sihanouk e governatore della Banca Centrale mi diceva: "Bisogna capire i cambogiani: sono buddhisti, non si ribellano. Se una bomba brucia loro la casa, si gettano le ceneri sul capo e si chiedono che cosa hanno fatto di male nella loro vita precedente per meritarsi ora questa sventura" >> (Da: T.Terzani "In Asia")

Bisognerebbe essere un po' più buddhisti pure dalle nostre parti, e se come è accaduto qualcuno viene ammazzato in una disputa per un banale incidente d'auto sarebbe il caso di cospargersi un po' il capo di cenere e chiedersi cosa si è fatto e cosa si sta facendo per giungere a questo livello.

Se gli states sono il paese della paura, come abilmente ci racconta D.Moore in Bowling Columbine; il nostro è senza dubbio il paese dell'arroganza. Il paese in cui nessuno ha torto per principio, e forse questa situazione in parte è anche alimentata dalla certezza che tra 700.000 leggi qualcuna che fà al caso tuo esiste, basta un buon avvocato per trovarla. Sarebbe forse tutto più semplice se si imparasse a semplificare le cose piuttosto che complicarle continuamente; se si imparasse a dare fiducia piuttosto che mostrare dubbi.

postato da ClaudioFedi | 11:00 | commenti
riflessivo







Geolocalizzatevi! Amici vicini e lontani ....che ne dite di geolocalizzarvi sulla mappa? Basta un click, poi con zoom e pan trovate la vostra località e fate un'altro click per inserite i vostri dati il gioco è fatto
...è più carino dei vecchi link :-)