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mercoledì, settembre 30, 2009
Che fatica! Che fatica questo ferragosto, svegliatomi quasi alle nove, fatto insolito e comunque un oretta in ritardo rispetto al mio standard, sceso al bagno per finire di svegliarmi ...poi con calma preparato e fatto colazione. La pace sopra tutto malgrado il ferragosto e la tarda ora il campeggio è ancora un silenzio totale. Scendo a lavarmi i denti e mi trattengo un po' a far caciara con Guido,Stefano e gli altri campeggiatori del gruppo della sera. Aspetto la partenza di Ermanno e Giancarlo per i saluti, mentre Guido smonta un pallone da rugby bucato , mando anche l'unico SMS di auguri di buon ferragosto dell'anno (sinceramente non sentivo necessità di mandarne altri solo per adeguarmi ad una consumistica routine) poi con calma, con molta calma risalgo verso la tenda per cominciare a far qualcosa per pranzo. Ormai la bombola del fornello grande ci ha abbandonato e con pazienza non rimane che ripiegare sul fornellino, il quale tempo a parte sostituisce egregiamente il fratello maggiore, nel frattempo si sentono arrivare gli invasori che tra poco riempiranno il ristoro del campeggio.
Terzani alla mano e una qualche ombra inseguita con meticolosità ormai anche il pomeriggio se ne sta andando, questione di qualche ora e poi possiamo ricominciare a pensare alla cena, aspettare la mezzanotte a far un po' di chiasso sotto la tettoia poi andare a letto.
Una giornata di assoluto ozio, una giornata improduttiva, lontana dalla routine, lontana dai propri luoghi una giornata immersi nel silenzio e nella pace, flebilmente modulata da l'arrivo 100 metri a valle di un auto o di una moto, dal fruscio del bosco o dai rumori dei suoi abitanti.
Sotto il lago, apparentemente immutabile nei secoli, come la brezza che risale la collina e mi allieta questa scrittura all'ombra della parete della veranda del vicino.
Ci vorrebbe un giorno d'ozio al mese, per tornare in pace con il mondo; per riflettere sulla propria vita sugli avvenimenti che ci hanno sfiorato, su quello che veramente ci manca o ci è caro, per fare pulizia negli scaffali dei nostri pensieri, per tornare nuovi, rigenerati e pronti a ripartire. Non è la prima volta che insignificanti prese d'atto e relative svolte della mia vita partono da queste rive, da questa terra apparentemente ostile ma con una profonda anima radicata nel tempo,e per questo amabile.
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mercoledì, settembre 09, 2009
Uno degli elementi più importanti per la nostra civiltà ma anche una cosa che si vorrebbe evitare volentieri quando siamo in ferie. Dopo l'acquata evitata con la lunga sosta sotto il portico della chiesetta sopra il lago della Provvidenza pochi giorni fa, questa volta la rapida discesa dalla montagna verso Prati di Tivo ci ha evitato l'acqua ormai incombente. L'abbiamo raccattata tutta mentre eravamo in auto, poco male. Anche se tornati a Montereale prima di scendere per andare in ferramenta ho fatto il tempo a farmi quasi un sonnellino ...che visto i km percorsi a piedi era un atto dovuto. La cena per stasera non può che essere al ristoro del campeggio a base di pecora, almeno un lato positivo.
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Il passaggio da Pescara oltre un piacere è un obbligo, difficile riavere l'occasione a breve di andare a Mosca a trovare Mark, Katia e Vera meglio approfittarne adesso che ci separano solo un centinaio di chilometri.
La giornata si caratterizza per un lungo pranzo a base di pesce, tanto per cambiare. Ovviamente accompagnato da due chiacchere sui vecchi e nuovi amici di NG, dal ricordo di Luciano Seno, dal procedimento per la produzione di Vodka (che non mancherò di sperimentare appena possibile) e ...da tanto vino.
Insomma riesco a fare tardi e arrivare, dopo aver sbagliato anche a imboccare l'autostrada per distrazione da navigatore GPS, intorno le nove a recuperare mio fratello in un paese che il GPS conosce ma che io francamente ho ancora difficoltà a localizzare ...per le undici siamo di ritorno sul Lago di Campotosto e ci mangiamo qualcosa al volo prima di andare a letto.
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mercoledì, settembre 02, 2009
Che cazz'è il "cemento depotenziato" ? Dalla TV del vicino di piazzola mi arriva questa splendida definizione per la vicenda di Agrigento. Pensate come suona bene, sembra quasi una definizione militare, un arma depotenziata, che ammazza si ma un po' meno. Saranno stati ispirati dal fatto che il cemento è armato?
Del resto anche un ospedale costruito con la sabbia al posto del cemento ammazza ....ma un po' meno di una mitra.
In fondo bisogna accontentarsi, il TG si è aperto con chiesa cattolica e Gelmini che starnazzavano contro la sacrosanta sentenza del TAR del Lazio che ha finalmente stabilito che Religione (cattolica, tanto solo quella c'è nell'insegnamento della nostra scuola) non è una materia che può contribuire alla valutazione dello studente.
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Pensieri in quota: ozio e meraviglia indescrivibilmente correlati. Sotto la grande spianata che da Campo Imperatore scorre a perdita d'occhio, sopra il sole implacabile, quasi non lo senti smorzato dal fresco vento, sai che sta lavorando per i giorni a seguire. La fatica della salita è ripagata dalla sensazione di poter dominare il mondo.
I sentieri che si inerpicano verso il corno grande, sono tutto sommato alla portata di tutti. Abbiamo preso anche la direttissima per la cima che si fa abbastanza impegnativa in prossimità della cima ma non impossibile. Purtroppo era tardi e la foschia si stava alzando abbiamo dovuto rinunciare agli ultimi 30-40 minuti. Non sembrava dover piovere, ma va messo in conto che i sentieri dell'Abruzzo non sono quelli del Trentino, qui la segnaletica è vaga, spesso scolorita se non praticamente inesistente per lunghi tratti, perdersi con la foschia può diventare assai facile. Peccato non avere dietro le mappe IGM riportate sul GPS altrimenti si poteva sperare nel ausilio della tecnologia.
L'Abruzzo è così, talvolta incomprensibile e dissonante per il nostro metro di paragone, alternato perennemente tra una chiusura irremovibile nel passato agricolo e slanci nel futuro turistico. La sua selvaggia bellezza passa anche e sopratutto da questo essere diverso.
Desolante questa stagione un po' dovunque turisticamente parlando. Tanta solidarietà quattro mesi fa, quanta voglia di starne alla larga al momento delle vacanze. Anche questo fine settimana delle colonne di camper, tende e quant'altro, per lo più provenienti dalla capitale, che erano solite assediare le rive del lago di Campotosto praticamente non vi è traccia se si esclude qualche affezionato o qualche "temerario", anche per il ferragosto non ci si aspetta niente di che. Eppure la situazione non è così disastrosa, da queste parti le case puntellate con travi marcate VVFF non sono poi molte, e per lo più si tratta di fabbricati in pessimo stato abbandonati da tempo. Certo gli edifici danneggiati sono molti di più di quelli puntellati, ma per il campeggio libero sulle rive del lago non è certo questo il problema. Dei tanti apostrofati da titoli di rappresentanza per la nostra repubblica che nei primi giorni non mancavano di venire a farsi fotografare e riprendere mentre portavano la loro presunta solidarietà alle popolazioni non c'è nessuna traccia, penso a chi sessantanni fa era maestro nella propaganda e mi viene a sorridere a pensare alle differenze tra i due modi simili di fare, e per quanto sicuramente non sospetto simpatizzante del primo devo ammettere che almeno al tempo alle inaugurazioni pompose, e alle pose per i filmati Luce degli inizi lavori seguivano fatti concreti ancora oggi tangibili, anche in quei 200mt di centro percorribili dopo il sisma.
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