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mercoledì, febbraio 25, 2009
STASERA
Versa il 22 maggio 1916
Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia
G.Ungaretti
domenica, febbraio 22, 2009
Quante volte viene di chiedersi noi che facciamo, che facciamo per questo mondo, che facciamo per gli altri, che facciamo per raddrizzare ciò che proprio non ci va giù.
Spesso facciamo tanto, silenziosamente senza clamori, talvolta inconsapevolmente, talvolta per necessità, qualche volta riusciamo a spingere nella direzione voluta altre volte il macigno è troppo grande e non c'è proprio verso di muoverlo. L'importante è sempre provarci a muoverlo quel maledetto macigno. Ci sono storie, ci sono persone, che non conosci; che hai incrociato analizzando qualche macigno fuori posto e che da subito ti sono rimaste in mente molto più di un nome, molto più di una storia, ci sono persone che hanno provato a spostare qualche macigno che ostruisce la tua vista e che vorresti rimuovere. E' triste quando apprendi che nella loro vita non hanno avuto la soddisfazione di veder rotolare per la scarpata quel maledetto macigno,ciao Samira anche se non abbiamo mai avuto il piacere di conoscerci.
Noi che facciamo?
Ci hanno gridata la croce addosso i padroni
per tutto che accade e anche per le frane
che vanno scivolando sulle argille.
Noi che facciamo? All'alba stiamo zitti
nelle piazze per essere comprati,
la sera è il ritorno nelle file
scortati dagli uomini a cavallo,
e sono i nostri compagni la notte
coricati all'addiaccio con le pecore.
Neppure dovremmo ammassarci a cantare,
neppure leggerci i fogli stampati
dove sta scritto bene di noi!
Noi siamo i deboli degli anni lontani
quando i borghi si dettero in fiamme
dal Castello intristito.
Noi siamo figli dei padri ridotti in catene.
Noi che facciamo?
Ancora ci chiamano
fratelli nelle Chiese
ma voi avete la vostra cappella
gentilizia da dove ci guardate.
E smettete quell'occhio
smettete la minaccia,
anche le mandrie fuggono l'addiaccio
per qualche stelo fondo nella neve.
Sentireste la nostra dura parte
in quel giorno che fossimo agguerriti
in quello stesso Castello intristito.
Anche le mandrie rompono gli stabbi
per voi che armate della vostra rabbia.
Noi che facciamo?
Noi pur cantiamo la canzone
della vostra redenzione.
Per dove ci portate
lì c'è l'abisso, l'ì c'è il ciglione.
Noi siamo le povere
pecore savie dei nostri padroni.
(Rocco Scotellaro) in musica by Antonio Dambrosio (brano 6)
domenica, febbraio 08, 2009
Riporto l'intervista integrale che ho rilasciato a Sara Fioretto per Metropoli su facebook, appena lo ho disponibile vi posto anche l'articolo effettivamente pubblicato sul numero di venerdì scorso, che vista la mia notoria prolissità sarà ovviamente molto ridotto.
Sono iscritto a facebook da alcuni mesi (4 o 5 credo ), la molla principale che mi ha spinto è stata sostanzialmente la curiosità verso tutto ciò che la rete propone. Passando tutto il giorno davanti al PC per lavoro risulto on-line a lungo anche se nella realtà non gli dedico più di una decina di minuti al giorno quando va bene.
Tra le mille aspettative e promesse del WEB 2.0, facebook sembra essere l'unica realtà riuscita. Prevalentemente ne apprezzo la semplicità e la chiarezza delle funzioni base, tecnicamente la semplicità senza pacchianerie e trovate di dubbio gusto che hanno caratterizzato gli ultimi anni di web.
Ispirandosi palesemente agli album di foto dei college americani permette senza dubbio di tenere traccia di amici e conoscenti anche se non si hanno rapporti da tempo, questo sembra essere alla fine il suo punto di forza, l'unico vero punto solido del suo successo. Successo che sicuramente non durerà a lungo con questi ritmi di crescita non riuscendo a sviluppare bussinness al di là della semplice visita.
Dei 111 amici del mio profilo la maggior parte sono amici attuali che vedo di frequente una trentina legati al circolo Semifonte altrettanti sono persone di paese praticamente conosciute da sempre o compagni di altri impegni per hobby, una ventina conosciuti in passato su internet con altri mezzi ma con cui sono ancora in contatto e il resto per lo più parenti ed ex compagni di scuola o lavoro.
I casi di amicizia ritrovata sono due o tre ed ho solo un caso di amicizia dovuto a facebook, del resto ritengo che di social-network facebook anche sulla carta abbia molto meno di siti rivali e che comunque ancora non si sia trovata in internet una formula per creare dei veri siti di social network a 360gradi (intesi come siti che possano creare dei nuovi rapporti sociali) senza che questi degenerino dando sfogo al peggio del genere umano. Anzi credo che sia una materia troppo complicata quella dei rapporti sociali perché possa essere implementata dietro il codice delle applicazioni web, non credo si riuscirà mai a sostituire associazioni, parrocchie e società sportive in questo delicato campo.
Nella decina di anni di uso di internet ho avuto modo di conoscere molte persone con le quali sono tutt'ora in contatto e amico ma sempre partendo da piattaforme pensate solamente come mezzo per scambiarsi esperienze o discutere di interessi comuni. Quando in passato l'accesso era ristretto ad una piccola elite si creavano delle nicchie per interessi all'interno di strumenti quali newsgroup (usenet o yahoo) o chat IRC che portavano necessariamente a scambi conviviali tra i frequentatori non appena ce ne fosse l'occasione, questi di fatto erano dei veri e propri strumenti di social-network anche se ancora non era stata coniata questa definizione. Gli strumenti che FB prova a mettere a disposizione per questo tipo di servizio (i gruppi ad esempio) purtroppo soffrono dell'euforia di massa per FB e vengono soffocati, dopo l'iscrizione in realtà non c'è nessuna discussione o partecipazione all'argomento.
Come tutte le cose facebook richiede molta attenzione nell'uso, è evidente che si forniscono a FB moltissimi dati personali e si mettono in rete moltissime informazioni su noi stessi, le nostre amicizie i nostri pensieri. Personalmente non lo trovo certo un problema ho sempre scritto e detto quello che penso con qualsiasi mezzo e con l'avvento di internet questo oltre che pubblico è pure universalmente reperibile, oramai da anni la ricerca per il mio "nome cognome" su google vede ai primi posti tanto sul web che sulle immagini dati che mi riguardano, è ovvio che per chi non è cosciente di ciò questo potrebbe divenire nel lungo periodo un problema, per quanto il crescere esponenziale di informazioni le renda all'atto pratico inutilizzabili trasformandole in una sorta di rumore di fondo difficilmente distinguibile, tecnica da sempre usata dai servizi segreti di mezzo mondo. Insomma FB è uno dei tanti strumenti, comodissimo per avere i contatti aggiornati degli amici, per ricordarsi il loro compleanno, per essere informati di eventi, per passare due minuti in relax, senza troppi entusiasmi e senza paranoie ...del resto non saprei cosa di mio ci possa essere in più su FB di quanto già presente da tempo nel sito personale o nel blog o anche talvolta sulle pagine di Metropoli.
LINK All'articolo pubblicato su Metropoli
sabato, febbraio 07, 2009
Povero paese il nostro. Paese schiavo dell'imbecillità dilagante, paese in cui ci si può permettere di dire che
Eluana Englaro "e' una persona viva, respira in modo autonomo, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio"
senza per questo finire in manicomio, paese in cui i rappresentanti di un minuscolo stato estero finanziato dal nostro 8xmille possono romperci i maroni tutti i giorni per le loro seghe mentali, paese in cui una sentenza in giudicato non vale un cazzo ....beh, "paese" forse è una parola grossa.
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