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giovedì, novembre 26, 2009
Uno strano mondo però!
Il mio rapporto con Vodafone dopo una felice convivenza per 10 anni, è andato completamente in crisi. Succede anche alle coppie migliori, purtroppo.
Dopo un anno di tribolamento in cui è successo di tutto, per far funzionare come previsto i contratti aziendali che dovevano sostituire le ricaricabili aziendali a causa della necessità di INOFFICE, e dopo 5 o 6 raccomandate AR di messa in mora (e credo non meno di 10 pratiche aperte in vodafone tra telefoniche FAX e quant'altro) , il macello dei contratti di lavoro sembra finalmente normalizzato, anche se spendo molto di più delle vecchie ricaricabili OMNIANETWORK di dieci anni fa.
Ieri vado a sistemare l'antifurto e mi accorgo che non prende la linea, una targhetta attaccata mi ricorda che la tessera GSM ricaricabile presente nel combinatore scade a Novembre. Nel dubbio tra il fatto che sia scaduta o sia rotta chiamo il 190 per informazioni. E' vero io sono abituato a chiamare il 42323 e non ho l'abitudine tipica dei clienti vodafone ricaricabili ma 5 minuti per parlare con un operatore e una gincana tra i menu mi sembrano francamente troppi per il secondo operatore di telefonia mobile del paese.
Finalmente parlo con una ragazza dell'assistenza fornisco il numero del telefono 349-38xxxx e lei mi risponde guardi è scaduta dal 4 Marzo. Dico, mi pare strano visto che ho segnato su un adesivo che scadeva a novembre, in ogni caso cercherò la ricevuta dell'ultima ricarica per conferma. Nel caso fosse scaduta l'unica operazione che posso fare è richiedere il credito residuo immagino? Quant'è?
Si se è scaduta come ci risulta può richiedere i 14€ che le rimangono, comunque se ha la SIM potrebbe darmi il seriale che verifichiamo anche con quello.
Passo il seriale ...alla 7° cifra mi fa, no non mi torna. Me lo fa ripetere per intero e poi mi dice ...ma veramente a me risulta un abbonamento ...aspetti che verifico. Alla fine dell'attesa mi dice si guardi è risolto, la SIM attualmente associata al numero in effetti è scaduta ma solo dal 8 novembre, quindi è ancora in un limbo non è completamente disabilitata pertanto posso se vuole forzarne la riattivazione dopo di che lei può provvedere a una ricarica.
Ovviamente dico va bene. In teoria secondo l'operatrice in mezz'ora massimo un ora dovrebbe tornare attiva. Passa il tempo e niente, ma sono abituato oramai a Reset, attivazioni, modifiche etc. e so che le loro stime di tempi sono ottimistiche.
Stamani continuando a non funzionare richiamo il 190, ovviamente facendolo dal telefono di lavoro mi risponde il 42323 praticamente subito, e mi lascia anche un po' stupito sentirmi rispondere dalla divisione bussiness avendo digitato 190, spiego il problema e l'operatore gentilmente mi chiede di rimanere in linea che mi passa ai colleghi del 190. Sugli 8/10 minuti di odiosa musichetta in vivavoce mentre tentavo di fare altro e finalmente risponde l'operatore del 190. Rispiego tutta la storia, e lui gentilmente mi dice verifichiamo ....stesso film di ieri, la SIM risulta sempre sbagliata, gli dico che anche ieri la sua collega aveva fatto la stessa osservazione, il tipo sembra più esperto e mi dice dopo pochi secondi, infatti questo numero ha due SIM e quella scritta è del 2005 mica è stata fatta una sostituzione? gli rispondo che non credo abbia più di 2 anni questo contratto (anche una ricaricabile è pur sempre un contratto tra me e l'operatore) e che non è mai stata sostituita, al che abbastanza convinto mi dice allora questo è un numero che è stato riassegnato, c'è un certo disallineamento, comunque ho trovato anche la nuova SIM e dato che è scaduta da meno di un anno e quindi non disattivata provvedo a rilanciare la riabilitazione, abbia un po' di pazienza e aspetti un po' di tempo se ci sono errori la ricontatto per SMS al telefono attuale....se tra qualche giorno pur non avendo avuto comunicazioni ancora non funziona ci ricontatti.
Ora dico, questa azienda pur avendo operatori gentilissimi ha una gestione allucinante, o sono sfigato io? Mica è possibile che su due contratti tutti e due abbiano avuto problemi? E' così complicata la telefonia che neppure i loro operatori conoscono completamente tutti i dettagli (in questo caso che per un anno dalla scadenza della ricaricabile è comunque possibile riattivarla)?
Se uno dei due più grandi operatori ha tutti questi problemi cosa dovrebbe avere un operatore virtuale? e una piccola azienda artigianale che si fa in quattro per la customer-satisfaction?
Non pretendo risposte, in questo paese non è più di moda darne, pertanto mi adeguo all'individualismo attuale mandando semplicemente a fanculo vodafone quanto prima con il passaggio a altro operatore ...forse non cambia niente ma almeno piano piano si spostano gli equilibri tra i 2 grandi operatori semimonopolisti e il resto del mondo.
mercoledì, settembre 30, 2009
Che fatica! Che fatica questo ferragosto, svegliatomi quasi alle nove, fatto insolito e comunque un oretta in ritardo rispetto al mio standard, sceso al bagno per finire di svegliarmi ...poi con calma preparato e fatto colazione. La pace sopra tutto malgrado il ferragosto e la tarda ora il campeggio è ancora un silenzio totale. Scendo a lavarmi i denti e mi trattengo un po' a far caciara con Guido,Stefano e gli altri campeggiatori del gruppo della sera. Aspetto la partenza di Ermanno e Giancarlo per i saluti, mentre Guido smonta un pallone da rugby bucato , mando anche l'unico SMS di auguri di buon ferragosto dell'anno (sinceramente non sentivo necessità di mandarne altri solo per adeguarmi ad una consumistica routine) poi con calma, con molta calma risalgo verso la tenda per cominciare a far qualcosa per pranzo. Ormai la bombola del fornello grande ci ha abbandonato e con pazienza non rimane che ripiegare sul fornellino, il quale tempo a parte sostituisce egregiamente il fratello maggiore, nel frattempo si sentono arrivare gli invasori che tra poco riempiranno il ristoro del campeggio.
Terzani alla mano e una qualche ombra inseguita con meticolosità ormai anche il pomeriggio se ne sta andando, questione di qualche ora e poi possiamo ricominciare a pensare alla cena, aspettare la mezzanotte a far un po' di chiasso sotto la tettoia poi andare a letto.
Una giornata di assoluto ozio, una giornata improduttiva, lontana dalla routine, lontana dai propri luoghi una giornata immersi nel silenzio e nella pace, flebilmente modulata da l'arrivo 100 metri a valle di un auto o di una moto, dal fruscio del bosco o dai rumori dei suoi abitanti.
Sotto il lago, apparentemente immutabile nei secoli, come la brezza che risale la collina e mi allieta questa scrittura all'ombra della parete della veranda del vicino.
Ci vorrebbe un giorno d'ozio al mese, per tornare in pace con il mondo; per riflettere sulla propria vita sugli avvenimenti che ci hanno sfiorato, su quello che veramente ci manca o ci è caro, per fare pulizia negli scaffali dei nostri pensieri, per tornare nuovi, rigenerati e pronti a ripartire. Non è la prima volta che insignificanti prese d'atto e relative svolte della mia vita partono da queste rive, da questa terra apparentemente ostile ma con una profonda anima radicata nel tempo,e per questo amabile.
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mercoledì, settembre 09, 2009
Uno degli elementi più importanti per la nostra civiltà ma anche una cosa che si vorrebbe evitare volentieri quando siamo in ferie. Dopo l'acquata evitata con la lunga sosta sotto il portico della chiesetta sopra il lago della Provvidenza pochi giorni fa, questa volta la rapida discesa dalla montagna verso Prati di Tivo ci ha evitato l'acqua ormai incombente. L'abbiamo raccattata tutta mentre eravamo in auto, poco male. Anche se tornati a Montereale prima di scendere per andare in ferramenta ho fatto il tempo a farmi quasi un sonnellino ...che visto i km percorsi a piedi era un atto dovuto. La cena per stasera non può che essere al ristoro del campeggio a base di pecora, almeno un lato positivo.
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Il passaggio da Pescara oltre un piacere è un obbligo, difficile riavere l'occasione a breve di andare a Mosca a trovare Mark, Katia e Vera meglio approfittarne adesso che ci separano solo un centinaio di chilometri.
La giornata si caratterizza per un lungo pranzo a base di pesce, tanto per cambiare. Ovviamente accompagnato da due chiacchere sui vecchi e nuovi amici di NG, dal ricordo di Luciano Seno, dal procedimento per la produzione di Vodka (che non mancherò di sperimentare appena possibile) e ...da tanto vino.
Insomma riesco a fare tardi e arrivare, dopo aver sbagliato anche a imboccare l'autostrada per distrazione da navigatore GPS, intorno le nove a recuperare mio fratello in un paese che il GPS conosce ma che io francamente ho ancora difficoltà a localizzare ...per le undici siamo di ritorno sul Lago di Campotosto e ci mangiamo qualcosa al volo prima di andare a letto.
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mercoledì, settembre 02, 2009
Che cazz'è il "cemento depotenziato" ? Dalla TV del vicino di piazzola mi arriva questa splendida definizione per la vicenda di Agrigento. Pensate come suona bene, sembra quasi una definizione militare, un arma depotenziata, che ammazza si ma un po' meno. Saranno stati ispirati dal fatto che il cemento è armato?
Del resto anche un ospedale costruito con la sabbia al posto del cemento ammazza ....ma un po' meno di una mitra.
In fondo bisogna accontentarsi, il TG si è aperto con chiesa cattolica e Gelmini che starnazzavano contro la sacrosanta sentenza del TAR del Lazio che ha finalmente stabilito che Religione (cattolica, tanto solo quella c'è nell'insegnamento della nostra scuola) non è una materia che può contribuire alla valutazione dello studente.
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Pensieri in quota: ozio e meraviglia indescrivibilmente correlati. Sotto la grande spianata che da Campo Imperatore scorre a perdita d'occhio, sopra il sole implacabile, quasi non lo senti smorzato dal fresco vento, sai che sta lavorando per i giorni a seguire. La fatica della salita è ripagata dalla sensazione di poter dominare il mondo.
I sentieri che si inerpicano verso il corno grande, sono tutto sommato alla portata di tutti. Abbiamo preso anche la direttissima per la cima che si fa abbastanza impegnativa in prossimità della cima ma non impossibile. Purtroppo era tardi e la foschia si stava alzando abbiamo dovuto rinunciare agli ultimi 30-40 minuti. Non sembrava dover piovere, ma va messo in conto che i sentieri dell'Abruzzo non sono quelli del Trentino, qui la segnaletica è vaga, spesso scolorita se non praticamente inesistente per lunghi tratti, perdersi con la foschia può diventare assai facile. Peccato non avere dietro le mappe IGM riportate sul GPS altrimenti si poteva sperare nel ausilio della tecnologia.
L'Abruzzo è così, talvolta incomprensibile e dissonante per il nostro metro di paragone, alternato perennemente tra una chiusura irremovibile nel passato agricolo e slanci nel futuro turistico. La sua selvaggia bellezza passa anche e sopratutto da questo essere diverso.
Desolante questa stagione un po' dovunque turisticamente parlando. Tanta solidarietà quattro mesi fa, quanta voglia di starne alla larga al momento delle vacanze. Anche questo fine settimana delle colonne di camper, tende e quant'altro, per lo più provenienti dalla capitale, che erano solite assediare le rive del lago di Campotosto praticamente non vi è traccia se si esclude qualche affezionato o qualche "temerario", anche per il ferragosto non ci si aspetta niente di che. Eppure la situazione non è così disastrosa, da queste parti le case puntellate con travi marcate VVFF non sono poi molte, e per lo più si tratta di fabbricati in pessimo stato abbandonati da tempo. Certo gli edifici danneggiati sono molti di più di quelli puntellati, ma per il campeggio libero sulle rive del lago non è certo questo il problema. Dei tanti apostrofati da titoli di rappresentanza per la nostra repubblica che nei primi giorni non mancavano di venire a farsi fotografare e riprendere mentre portavano la loro presunta solidarietà alle popolazioni non c'è nessuna traccia, penso a chi sessantanni fa era maestro nella propaganda e mi viene a sorridere a pensare alle differenze tra i due modi simili di fare, e per quanto sicuramente non sospetto simpatizzante del primo devo ammettere che almeno al tempo alle inaugurazioni pompose, e alle pose per i filmati Luce degli inizi lavori seguivano fatti concreti ancora oggi tangibili, anche in quei 200mt di centro percorribili dopo il sisma.
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mercoledì, agosto 26, 2009
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L'Aquila di oggi otto agosto lascia l'amaro in bocca. Non c'è modo per descrivere la strana sensazione, la città anche nella sua periferia è fortemente danneggiata anche se le strutture portanti in molti casi sembrano tutto sommato a posto, e rendono giustizia alla forza del cemento armato quando fatto come si deve.
A settembre qualcuno ha promesso "più case per tutti" al momento il centro storico di Aquila è facilmente riassumibile in una camionetta di militari ad ogni accesso che manda indietro chiunque si presenti, |
| anche a piedi,con la scusa che ancora stanno lavorando e che la messa in sicurezza non è terminata e un solo varco aperto per la via principale fino a piazza duomo duecento metri nel nulla di una città completamente sbarrata, sbarrata come le recinzioni che ti ingabbiano in quel percorso predefinito, sbarrata come tutti gli esercizi commerciali del centro. |
| Intorno l'idea di tanti uomini a girovagare, coordinati e comandati da fare schifo, tante campagnole dei VVFF che girano per la città nessun VVFF impiegato in una qualche opera di messa in sicurezza, nessun camion con correnti o altro materiale per la messa in sicurezza, vigili urbani a tutti gli incroci a non fare assolutamente niente, l'emblema perfetto del nostro paese fatto di niente se non di parole vuote e promesse mancate. A quattro mesi dal sisma si ha l'impressione che passeranno almeno quarant'anni prima di tornare a vedere la città come era negli anni scorsi. |
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Se non si vede in giro notizie, foto, video oltre gli ufficiali scattate nei giorni post sisma lo si deve senz'altro anche a questo stato di coprifuoco assai irreale per i giorni d'oggi, che toglie il fiato e fa salire tanta rabbia ma che funziona alla perfezione. |
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Nel frattempo gli accampamenti sono ancora la realtà quotidiana, la gente tira avanti come può con molta rassegnazione e ancora troppa poca rabbia, anche se gli esercizi sbarrati del centro non mancano di porre in vetrina cartelli abbastanza significativi pur se ancora poco espliciti.
Uno sfolgorante bivio per Coppito con annessa rotonda nuova di pacca celebra a pieno lo sfoggio d'orgoglio e becerume del regime quanto una statua nella piazza principale di un qualsiasi paese in regime dittatoriale.
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Riflessione del tardo pomeriggio
Eccoci qua davanti al buon vecchio K6-475, reinstallato per l'occasione da Ale. A parte la tastiera che ci vorrà giusto due o tre ore per riprenderci mano, per risentire sotto i diti la giusta consistenza dei tasti, quello che maggiormente si nota è la capacità dopo quasi 10 anni di vita di farcela ancora pur con SO recenti, versioni che quando è stato creato manco si conoscevano. Certo è lentuccio, ma l'installare un recente XP o l'ultima distribuzione di linux ha i suoi vantaggi per quello che riguarda la compatibilità e i driver per le periferiche. Insomma questo vecchio macinino è in grado di fare tutto quello che può essere utile in viaggio. Certo con i suoi tempi, durante l'apertura di openoffice puoi tranquillamente andare e prendere il caffè, malgrado la scelta di Xubunto per mantenerlo un po' più leggero. Altra menzione la merita il layout di tastiera, ogni computer è diverso e questo vecchio Toshiba qualche problemino a trovare la “ù” lo da alle mie ferree abitudine, tranne quando cerco l'invio e inevitabilmente becco la u accentata; e pensare che per diversi anni è stato il mio portatile.
Finché s'accende c'è speranza, riflessione vagamente hacker che merita maggiore considerazione in questo mondo consumista alle prese con tanti rifiuti da smaltire ...non è che questo vecchio troiaio sia cosi diverso da un moderno EEPC.
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venerdì, agosto 21, 2009
Ogni estate che si rispetta ha una sua non notizia, i giornali hanno bisogno di terrorizzare le genti in pace sulla spiaggia, quasi far vedere loro come diventi depravata e pericolosa la nostra civiltà se non tornano presto a lavoro, sempre ammesso di trovarlo sempre al ritorno a settembre il proprio lavoro. La non notizia perfetta in questi anni è sempre stata quella dei cani mordaci, puntuale ogni anno. Talvolta in competizione con orsi, tigri e pantere, ma insomma ineguagliabile e puntuale come "i treni di quando c'era lui" ogni estate i cani mordaci facevano la loro apparizione.
Quest'anno purtroppo non si sono ancora visti, al loro posto esilaranti pezzi del peggio del nostro paese, da chi chiede l'istituzione del dialetto nella TV e nelle scuole, a chi rialza con le ordinanze cretine.
Se Lucca ha aperto la strada con le ordinanza idiote anti-kebabberie gli imitatori non si sono fatti attendere e complice il caldo estivo le imitazioni sono anche più esilaranti, adesso non ci si nasconde più dietro il paravento del piatto "tipico" (poi mi devono spiegare che ci può essere di tipico a Lucca in una pizza o in un ristorante di pesce), il becero razzismo anti kebab prende dignità di rivendicazione e così il comune di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo, non antepone neppure il paravento della tipicità nella propria ordinanza ma vieta agli stranieri di aprire attività in centro come kebabberie e phone-center.
Un bel raduno degli amanti del kebab in piazza a Capriate San Gevasio ...sarebbe la risposta migliore a simili idiozie.
E dato che la cretineria non ha mai limite, qualcuno rincara la dose e si scaglia contro il vestiario da piscina. Il così detto "burkini" finisce fuori legge a Varallo Sesia in Piemonte sempre a mano di un sindaco dotato di scarsa materia grigia e pertanto a pieno titolo militante e rappresentante del mondo leghista. Non voglio neppure ricordare al tropopiteco quale fosse il costume di sua nonna, mi sembra tempo perso, e non voglio manco augargli di divenire allergico al sole; anche in questo caso un bel bagno di massa completamente vestiti .....e naturalmente tante mazze da baseball per il primo che si presenta è la soluzione "fai da te" più efficacie ed economica.
Tutti provvedimenti che davanti a un TAR cadono con niente, ma come sempre per il povero disgraziato che vi incappa è un problema reperire i capitali necessari a sostenere le cause, per non contare il tempo necessario alla burocrazia per rendere giustizia, il problema non è neppure tanto in questi cretini che legiferano senza conoscere la materia quanto in un paese di decelebrati che gli da il voto.
martedì, luglio 21, 2009
L'idiozia di questa estate continua imperterrita. Adesso il sindaco di Jesolo è pronto a far recintare gli stabilimenti con una rete di 120Cm contro l'eccessivo numero di Vu-cumprà. Mi fa rimpiangere i metodi del pessimo Cioni, che almeno avrebbe mandato i vigili a controllare ...si tratta pur sempre di vendita senza licenza e evasione fiscale.
Quel che è peggio è che i "cittadini" non mancheranno di plaudire a questa splendida misura che in un colpo solo gli priverà del diritto di accesso alla spiaggia e della libertà di muoversi su proprietà demaniale ......chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Nel frattempo ricordo che il sud d'Italia è pieno di spiagge libere, assai più belle, e il costo della vita è assai minore, se gli italiani sono furbi dovrebbero farci un pensierino .....ma visto come scelgono gli amministratori mi permangono dei dubbi su questa evenienza.
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