|
giovedì, giugno 25, 2009
Esercizi di stile è il titolo di un libro di Raymond Queneau tradotto da Umberto Eco, è pure il titolo della performance che abbiamo messo in scena il 21 Maggio in occasione della premiazione del concorso “DOC-THÈATRON” con il gruppo SEMITEATROSEMIFONTE, tratta dal su citato libro.
Ma se questa è l'ispirazione, quello che evoca alla mente queste parole è un concetto semplice: il modellare un fatto a servizio del proprio stile o per meglio dire del proprio fine.
Guardando in questi giorni i commenti post-voto questa è l'impressione, i dati oggettivi raccontati in mille stili diversi, proprio come la storia di Queneau.
lunedì, maggio 25, 2009
Certe volte viene da chiedersi se valga la pena avere dei sogni, combattere per i propri sogni; o se sia più semplice e redditizio fare come le masse e lasciarsi conquistare dagli incubi continuamente proposti precotti dei media.
Pensate quanto è difficile parlare di persone e non di razze combattere per affermare che gli uomini sono tutti uguali, che non c'è uomini di serie A e uomini di serie B, e quanto invece sarebbe più rilassante cadere nel becero populismo di stampo padano accorpando a una razza diversa dalla propria tutti i problemi del mondo.
Come sarebbe più facile ad esempio delegare a altri la propria vita, il proprio territorio, la gestione del pubblico, anziché spendere il proprio tempo per impegnarsi a migliorarlo. Come è più facile parlare male della politica, anziché spendere del tempo per farla al meglio nel tempo libero e con poche risorse.
Poi capitano le giornate come ieri, dove tanto sforzo nel creare qualcosa di nuovo, nel proporre e difendere le proprie idee, il proprio modo di fare politica e di porsi nei confronti degli altri paga.
Tanta fatica e un bagno di sudore, ma anche una grande soddisfazione nel vedere i posti pieni, la gente che segue la presentazione della lista e i concerti che seguivano, la gente che parla, ti chiede fa le sue osservazioni e i suoi commenti, il mondo può cambiare se una massa virtuosa si mette in movimento.
Ci sono cose che non si possono comprare .....ma tante persone te ne possono regalare una molecola. :-)
lunedì, maggio 11, 2009
....la nostra, no ?
Un lungo lavoro a monte, per la stesura del programma. Tanta fatica a coinvolgere cittadini negli incontri, ma alla fine ce l'abbiamo fatta la lista e il relativo programma sono pronti.
Argomenti freschi, dinamici, tanta simpatia e il giusto buonumore per combattere il grigiume e la muffa della politica attuale, ci riusciremo? Agli elettori l'ardua sentenza ....intanto siamo partiti alla grande come gradimento, e non è poco in un paese profondamente restio a qualsiasi tipo di cambiamento.
a Tavarnelle
Lista Rifondazione Comunista – Comunisti Italiani
CANDIDATO SINDACO
Matteo Ceccatelli, 29 anni
CANDIDATI A CONSIGLIERE:
Andrea Parti, 24 anni
Laura Poli, 25 anni
Tamara Urbino, 33 anni
Marco Mangiavacchi, 23 anni
Andrea Ciacci, 31 anni
Elisa Salvestrini, 36 anni
Enrica Berti, 24 anni
Claudio Fedi, 36 anni
Federico Bacci, 21 anni
Irene Guarducci, 24 anni
Melissa Chiaverini, 24 anni
Francesco Panti, 24 anni
Damiano Masini, 38 anni
Maria Soler Sola, 28 anni
a Barberino
Lista Uniti per Barberino

CANDIDATO SINDACO
Maurizio Semplici (PD)
CANDIDATI A CONSIGLIERE:
Davide Bertini, 34 anni
Andrea Quaranta, 38 anni
martedì, maggio 05, 2009
....ce lo vogliamo mettere o no?
-Chi se ne frega della signora Miriam Raffaella Bartolini e di suo marito
-Chi se ne frega dei dati fasulli di Giulio sull'economia
-Chi se ne frega delle rassicurazioni su la fine della crisi
-Chi se ne frega delle rassicurazioni su "un tetto entro autunno" a tutti gli sfollati
-Chi se ne frega dell'italianetà delle aziende
-Chi se ne frega dei falsi made in china
-Chi se ne frega dell'influenza
Tanto sappiamo tutti quanto siano cose false e strumentali, ma sopratutto quanto siano insignificanti per la vita vera di tutti i giorni dei cittadini italiani. Oramai siamo vaccinati anche il grande fratello, e i TG a reti unificate cominciano ad avere effetti blandi.
Speriamo si faccia in tempo ad una disintossicazione completa per il 6 giugno.
mercoledì, febbraio 25, 2009
STASERA
Versa il 22 maggio 1916
Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia
G.Ungaretti
domenica, febbraio 22, 2009
Quante volte viene di chiedersi noi che facciamo, che facciamo per questo mondo, che facciamo per gli altri, che facciamo per raddrizzare ciò che proprio non ci va giù.
Spesso facciamo tanto, silenziosamente senza clamori, talvolta inconsapevolmente, talvolta per necessità, qualche volta riusciamo a spingere nella direzione voluta altre volte il macigno è troppo grande e non c'è proprio verso di muoverlo. L'importante è sempre provarci a muoverlo quel maledetto macigno. Ci sono storie, ci sono persone, che non conosci; che hai incrociato analizzando qualche macigno fuori posto e che da subito ti sono rimaste in mente molto più di un nome, molto più di una storia, ci sono persone che hanno provato a spostare qualche macigno che ostruisce la tua vista e che vorresti rimuovere. E' triste quando apprendi che nella loro vita non hanno avuto la soddisfazione di veder rotolare per la scarpata quel maledetto macigno,ciao Samira anche se non abbiamo mai avuto il piacere di conoscerci.
Noi che facciamo?
Ci hanno gridata la croce addosso i padroni
per tutto che accade e anche per le frane
che vanno scivolando sulle argille.
Noi che facciamo? All'alba stiamo zitti
nelle piazze per essere comprati,
la sera è il ritorno nelle file
scortati dagli uomini a cavallo,
e sono i nostri compagni la notte
coricati all'addiaccio con le pecore.
Neppure dovremmo ammassarci a cantare,
neppure leggerci i fogli stampati
dove sta scritto bene di noi!
Noi siamo i deboli degli anni lontani
quando i borghi si dettero in fiamme
dal Castello intristito.
Noi siamo figli dei padri ridotti in catene.
Noi che facciamo?
Ancora ci chiamano
fratelli nelle Chiese
ma voi avete la vostra cappella
gentilizia da dove ci guardate.
E smettete quell'occhio
smettete la minaccia,
anche le mandrie fuggono l'addiaccio
per qualche stelo fondo nella neve.
Sentireste la nostra dura parte
in quel giorno che fossimo agguerriti
in quello stesso Castello intristito.
Anche le mandrie rompono gli stabbi
per voi che armate della vostra rabbia.
Noi che facciamo?
Noi pur cantiamo la canzone
della vostra redenzione.
Per dove ci portate
lì c'è l'abisso, l'ì c'è il ciglione.
Noi siamo le povere
pecore savie dei nostri padroni.
(Rocco Scotellaro) in musica by Antonio Dambrosio (brano 6)
domenica, febbraio 08, 2009
Riporto l'intervista integrale che ho rilasciato a Sara Fioretto per Metropoli su facebook, appena lo ho disponibile vi posto anche l'articolo effettivamente pubblicato sul numero di venerdì scorso, che vista la mia notoria prolissità sarà ovviamente molto ridotto.
Sono iscritto a facebook da alcuni mesi (4 o 5 credo ), la molla principale che mi ha spinto è stata sostanzialmente la curiosità verso tutto ciò che la rete propone. Passando tutto il giorno davanti al PC per lavoro risulto on-line a lungo anche se nella realtà non gli dedico più di una decina di minuti al giorno quando va bene.
Tra le mille aspettative e promesse del WEB 2.0, facebook sembra essere l'unica realtà riuscita. Prevalentemente ne apprezzo la semplicità e la chiarezza delle funzioni base, tecnicamente la semplicità senza pacchianerie e trovate di dubbio gusto che hanno caratterizzato gli ultimi anni di web.
Ispirandosi palesemente agli album di foto dei college americani permette senza dubbio di tenere traccia di amici e conoscenti anche se non si hanno rapporti da tempo, questo sembra essere alla fine il suo punto di forza, l'unico vero punto solido del suo successo. Successo che sicuramente non durerà a lungo con questi ritmi di crescita non riuscendo a sviluppare bussinness al di là della semplice visita.
Dei 111 amici del mio profilo la maggior parte sono amici attuali che vedo di frequente una trentina legati al circolo Semifonte altrettanti sono persone di paese praticamente conosciute da sempre o compagni di altri impegni per hobby, una ventina conosciuti in passato su internet con altri mezzi ma con cui sono ancora in contatto e il resto per lo più parenti ed ex compagni di scuola o lavoro.
I casi di amicizia ritrovata sono due o tre ed ho solo un caso di amicizia dovuto a facebook, del resto ritengo che di social-network facebook anche sulla carta abbia molto meno di siti rivali e che comunque ancora non si sia trovata in internet una formula per creare dei veri siti di social network a 360gradi (intesi come siti che possano creare dei nuovi rapporti sociali) senza che questi degenerino dando sfogo al peggio del genere umano. Anzi credo che sia una materia troppo complicata quella dei rapporti sociali perché possa essere implementata dietro il codice delle applicazioni web, non credo si riuscirà mai a sostituire associazioni, parrocchie e società sportive in questo delicato campo.
Nella decina di anni di uso di internet ho avuto modo di conoscere molte persone con le quali sono tutt'ora in contatto e amico ma sempre partendo da piattaforme pensate solamente come mezzo per scambiarsi esperienze o discutere di interessi comuni. Quando in passato l'accesso era ristretto ad una piccola elite si creavano delle nicchie per interessi all'interno di strumenti quali newsgroup (usenet o yahoo) o chat IRC che portavano necessariamente a scambi conviviali tra i frequentatori non appena ce ne fosse l'occasione, questi di fatto erano dei veri e propri strumenti di social-network anche se ancora non era stata coniata questa definizione. Gli strumenti che FB prova a mettere a disposizione per questo tipo di servizio (i gruppi ad esempio) purtroppo soffrono dell'euforia di massa per FB e vengono soffocati, dopo l'iscrizione in realtà non c'è nessuna discussione o partecipazione all'argomento.
Come tutte le cose facebook richiede molta attenzione nell'uso, è evidente che si forniscono a FB moltissimi dati personali e si mettono in rete moltissime informazioni su noi stessi, le nostre amicizie i nostri pensieri. Personalmente non lo trovo certo un problema ho sempre scritto e detto quello che penso con qualsiasi mezzo e con l'avvento di internet questo oltre che pubblico è pure universalmente reperibile, oramai da anni la ricerca per il mio "nome cognome" su google vede ai primi posti tanto sul web che sulle immagini dati che mi riguardano, è ovvio che per chi non è cosciente di ciò questo potrebbe divenire nel lungo periodo un problema, per quanto il crescere esponenziale di informazioni le renda all'atto pratico inutilizzabili trasformandole in una sorta di rumore di fondo difficilmente distinguibile, tecnica da sempre usata dai servizi segreti di mezzo mondo. Insomma FB è uno dei tanti strumenti, comodissimo per avere i contatti aggiornati degli amici, per ricordarsi il loro compleanno, per essere informati di eventi, per passare due minuti in relax, senza troppi entusiasmi e senza paranoie ...del resto non saprei cosa di mio ci possa essere in più su FB di quanto già presente da tempo nel sito personale o nel blog o anche talvolta sulle pagine di Metropoli.
LINK All'articolo pubblicato su Metropoli
sabato, febbraio 07, 2009
Povero paese il nostro. Paese schiavo dell'imbecillità dilagante, paese in cui ci si può permettere di dire che
Eluana Englaro "e' una persona viva, respira in modo autonomo, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio"
senza per questo finire in manicomio, paese in cui i rappresentanti di un minuscolo stato estero finanziato dal nostro 8xmille possono romperci i maroni tutti i giorni per le loro seghe mentali, paese in cui una sentenza in giudicato non vale un cazzo ....beh, "paese" forse è una parola grossa.
sabato, gennaio 31, 2009
Non vi è dubbio che poste italiane negli ultimi anni si sia profondamente rinnovata, introducendo una serie di servizi innovativi.
Oggi avevo bisogno di spedire un pacco, mi sono guardato sul sito le varie soluzioni, ho scelto paccocelere1. Ho visto che si poteva compilare la lettera di vettura on-line anziché il modulino a mano alla posta percui mi sono messo con santa pazienza ed ho compilato il .pdf, tutto sommato il giochino funziona bene a parte l'immensa stronzata di voler stampare per forza sulla stampante predefinita. Quando però mi sono presentato all'ufficio, non avevano idea di come usare il modulo e me ne hanno fatto riempire un altro di quelli cartacei. Ora dico ma sarà mai possibile che una azienda pensi un servizio e si dimentichi di renderlo operativo?
Ho provato a chiederlo dal form di www.poste.it direttamente a loro
"Mi spiegate a cosa serve compilare on-line la lettera di vettura (EA0443728xxxx)
http://www.poste.it/postali/pacchi/lettera_vettura.shtml
Se poi all'ufficio mi richiedono di ricompilare il modulo a mano(XA34128xxxxIT) ? Forse la vostra azienda viaggia a due velocità, la direzione pensa dei servizi innovativi ma si dimentica di comunicarlo agli sportelli?"
....vediamo se rispondono.
4/2/2009 AGGIORNAMENTO:
Arriva una mail, con un allegato .DOC (chi gli avrà detto che ho openoffice ;-) ) con all'interno il seguente messaggio:
" Descrizione della Risposta
Gentile cliente, in riferimento alla sua richiesta con Oggetto: Servizi Postali del giorno 31/01/2009 la informiamo che abbiamo necessità di contattarla telefonicamente.
Pertanto, la invitiamo, nel caso in cui fosse ancora necessaria la nostra assistenza, a chiamarci al numero 803160 (lun-sab 8-20)
Distinti saluti
Poste Italiane "
Ma andate a fanculo!
venerdì, dicembre 19, 2008
Oggi (direi stasera, ma poi vatti a pesca quando faccio il cut&paste sul blog) volevo parlarvi di un argomento che fa "tanto culturale". Ebbene voglio far si che almeno un post di questo alieno posto virtuale riguardi un minimo di CULTURA, maiuscola giusto per distinguerla da quella di cui si occupano Bondi e la Gelmini.
Quindi “Finito i’ ricreativo, si passa a i’ curturale”.
Partiamo con un post che vorrei fare da tanto tempo, su un libro che mi ha veramente colpito.
PER ME PAULO COELHO E' UNA CAGATA PAZZESCA!
Ebbene si, ho salvato dal macero una copia dell'alchimista di Coelho. Non avevo mai letto nulla di questo autore e quindi malgrado mi sia stato immediatamente sconsigliato dai veri amici non ho resistito alla curiosità di provare di persona.
Il risultato è un blocco di carta infarcito del più becero buonismo. Un opera mielosa e insopportabile, una bolla d'aria nella storia dell'umanità. Pancottiglia per sedicenni sfigati, infarcita di buonismo, fatalismo e di una religiosità vuota da seguaci di padre pio.
Insignificante quanto un discorso di Veltroni, inutile quanto una goccia nell'oceano. Se si fosse limitato a scrivere una storiella per bambini del pastore che gira il mondo alla ricerca di un tesoro, forse ne avrebbe pure tratto qualcosa di decente.
Voto: 0
DISINTOSSICAZIONE LENTA
Dopo Coelho ho deciso una disintossicazione lenta dalla retorica, così ho recuperato un piccolo libruccino comprato a stock. Feng Meng-Lung Le Sette Prove
Altro non è che la traduzione di un qualche testo taoista dove si raccontano delle storielle. Certo sono favolette imbottite di morale a sfondo religioso, ma senza dubbio stanno una spanna sopra al nulla coeliano.
Lettura più che dignitosa per chi piace il genere, o per chi si voglia distrarre occupandosi di una civiltà diversa dalla nostra.
Voto: 6
C'E' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA
Io non sono un lettore di fumetti,non lo sono mai stato neppure dei piccoli fumetti da ragazzi, se si eccettua qualche topolino e qualche Alan Ford (più quest'ultimi per la verità); per cui per me leggere un libro illustrato è stata un'assoluta novità.
Persepolis, di Marjane Satrapi è senza dubbio un libro che scorre molto bene, ma non solo, dietro una storia autobiografica si nasconde una attenta analisi della situazione di un paese a noi tanto lontano e indirettamente di paesi a noi tanto vicini. Le difficoltà di chi vive in fuga, il disinteresse di un mondo razzista nell'anima sempre pronto ad isolare e sfruttare il diverso, il disuguale, chi comunque è in difficoltà e/o a disagio.
Veramente un bel libro da consigliare, contro l'ipocrisia e il perbenismo, anche e sopratutto a un pubblico giovane.
Non entro nel merito del disegno dove non ho titolo per giudicare ma sulla storia un bel 7 lo trovo assai meritato.
Voto: 7
|
|